La Serie B doveva essere un purgatorio da attraversare in fretta. L'episodio racconta come il Torino ci riesce, e quanto gli costa.
L'estate si apre con una squadra che si vuole smontare da sola. Il capitano è stufo di essere il capro espiatorio, il centravanti brasiliano dichiara che in Serie B non gioca, i tifosi sono in rivolta. La trattativa con Müller occupa due mesi e finisce con il presidente che paga: un ritocco all'ingaggio e una clausola per liberarlo se la promozione non arriva.
È anche un episodio su come funzionava il calcio prima della sentenza Bosman, quando un giocatore sotto contratto era una proprietà del club e la figura del procuratore era appena nata.
Poi comincia il campionato, e la storia cambia tono. Quattordicimiladuecentonovantotto abbonati, più della Juventus. Trentamila persone allo stadio per una partita di Serie B. Promozione matematica con quattro giornate di anticipo. E quando Müller sparisce di nuovo, ad aprile, al suo posto gioca Gianluigi Lentini.