Maledettamente Vicini · Episodio 1

Rincorsa.

Il 2 marzo 1989 un imprenditore che non si era mai occupato di calcio compra il Torino. Centoquindici giorni dopo la squadra è in Serie B.

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Marzo 1989. Torino sta cambiando pelle, cantiere dopo cantiere, in vista dei Mondiali dell'anno successivo. In quella città un imprenditore di quarantadue anni che fino a poche settimane prima non aveva nulla a che fare con il calcio chiude la trattativa per comprare il Torino, allora quattordicesimo in classifica.

Gian Mauro Borsano si presenta come il contrario di quello che i tifosi granata sono abituati a sentire: parla di gestione imprenditoriale, di metodologia computerizzata, di decisioni prese in un minuto. Della curva più calda dello stadio dice che è «un container bellissimo dove ci sono clienti».

L'episodio segue quei quattro mesi fino all'ultima giornata, a Lecce, dove la squadra perde 3 a 1 e scende in Serie B. Poi resta lì dove di solito le cronache non restano: sui giorni dopo. Il centravanti che annuncia che in Serie B non giocherà, il presidente che racconta ai giornali di essersi sentito chiedere un premio partita la mattina della gara, il capitano che lo smentisce riga per riga.

Chi arriva in fondo sa già come va a finire la stagione. Quello che non sa è che questa è la rincorsa.

Chi parla

Le voci
dell'episodio.

Stefano Chiapello

Ricerca d'archivio, scrittura, voce narrante

Francesco Bramardo

Giornalista della Gazzetta dello Sport, trent'anni di cronaca su Torino e Juventus

Gabriele Chiuminatto

Capo ufficio stampa del Torino, chiamato da Borsano

Roberto Cravero

Capitano del Torino in quella stagione

Da dove viene

Le fonti
usate qui.

La Stampa e Stampasera

Le cronache e le interviste dell'epoca, con le firme di Gian Paolo Ormezzano, Bruno Perucca e Massimo Gramellini

la Repubblica

La cronaca della trattativa di acquisto, nell'edizione del 3 marzo 1989

Telemontecarlo

Le interviste al presidente nelle prime settimane, usate in audio

La Domenica Sportiva

I servizi sulle giornate di campionato, dagli archivi Rai

Interviste originali

Registrate per il podcast, non pubblicate altrove

Come è fatto

I passaggi,
in ordine.

Senza minutaggi: sono i passaggi del racconto, non i capitoli del file audio.

L'acquisto

La sera del 2 marzo 1989 Borsano prevale sul gruppo di Giorgio Mendella. Sette miliardi per il settanta per cento del club, con il gradimento della Fiat.

Chi è l'Ingegnere

Un imprenditore immobiliare e finanziario a capo di un gruppo con oltre trenta società. Nel calcio non era mai entrato. Nello sport torinese lo conoscevano come sponsor del basket.

Il presidente ombra

La voce, mai confermata, che a convincere Borsano sia stato Bettino Craxi. Il neopresidente nega di avere padrini, in diretta televisiva.

«Un container bellissimo»

L'intervista a Stampasera del 22 marzo, dove la Curva Maratona diventa una platea di clienti che non deve permettersi ingerenze. È la frase che più di ogni altra racconta il rapporto che si sta aprendo.

La stagione che affonda

Dalla prima panchina a Bergamo alla salvezza rimandata all'ultima giornata, passando per l'esonero di Radice e l'arrivo di Vatta.

Via del Mare, 25 giugno 1989

Quarantacinquemila leccesi, poche centinaia di granata, tre gol subiti. Il Torino è in Serie B.

Il premio salvezza

Borsano racconta alla Stampa di essersi sentito chiedere un miliardo lordo la mattina della partita. Cravero risponde che la domanda era un'altra. Nessuno dei due si rimangia niente.

Da dove riparte

Fascetti in panchina e una frase che diventa il programma dei tre anni successivi: smetterla di avere il torcicollo.