Servizio 01

Brand
journalism.

Verificare le fonti, ascoltare le testimonianze, non dare niente per scontato, fidarsi dei dati: sono le regole di un giornalista, e non si capisce perché un'organizzazione dovrebbe scrivere con regole peggiori. Questo è l'incarico in cui si costruisce quella disciplina, prima di decidere in che formato uscirà.

A chi serve

  • A chi ha una comunicazione autoriferita, che descrive servizi invece di raccontare persone, e se ne è accorto.
  • A chi ha materia complessa: welfare aziendale, servizi socio-sanitari, temi tecnici che chi ci lavora dà per scontati e chi li compra non conosce.
  • A chi ha molti canali che dicono cose diverse, e nessuno che decida quale promessa fa ognuno.
  • A chi ha archivi pieni di materiale vero, mai messo in ordine da nessuno.

L'incarico

Cosa può
comprendere.

Ricerca sulle fonti

Archivi, bilanci sociali, canali interni, interviste a chi lavora lì. È la fase che separa un racconto vero da un elenco di aggettivi.

Brand voice

Le regole di scrittura, scritte prima di scrivere una pagina. Persona, tempo verbale, cosa si dice e cosa non si dice. Sono regole operative, applicabili anche da chi non le ha scritte.

Modello dell'offerta

Quando il racconto non si tiene in piedi, spesso è perché l'offerta non ha un ordine suo. Allora si entra nel modello di servizio: cosa sta dentro, cosa resta fuori, come si chiama.

Piano editoriale

Chi parla a chi, con che cadenza, su che canale. Ogni canale con una promessa diversa, altrimenti si fa lo stesso contenuto in tre posti.

Architettura dei contenuti

Come si organizza il materiale perché si trovi. Vale per un sito, vale per una base di conoscenza interrogata da un motore conversazionale.

Scrittura

I pezzi veri, non il piano che li descrive. Articoli, schede, newsletter, testi istituzionali, ghostwriting per chi ha una voce pubblica da tenere.

Coordinamento

Quando ci sono più fornitori, qualcuno deve tenere il filo. È il servizio che mette Astrei al centro del progetto, ed è anche il più impegnativo per entrambe le parti.

Formazione della redazione interna

Perché le regole restino dopo di noi. Un tono di voce che funziona solo se lo applichiamo noi è un tono di voce mal scritto.

Il processo

Cosa decidi tu.

L'accesso alle fonti

Chi possiamo intervistare, quali archivi possiamo aprire. Senza materiale vero si scrive aria, e l'aria si riconosce.

Le regole di scrittura

Si approvano una volta e poi valgono. Rimetterle in discussione a metà lavoro rimette in discussione anche tutto quello che è già stato scritto.

Chi approva

Una persona sola, con potere di firma. È il punto in cui i progetti editoriali si fermano più spesso, e non per ragioni editoriali.

Cosa resta fuori

Ogni organizzazione ha cose che non vuole dire. Vanno dette all'inizio, non scoperte in revisione.

Tempi e costi

Da cosa dipendono.

I tempi, da quello che abbiamo fatto

Per un consorzio con tredici cooperative, la voce e l'architettura dei contenuti hanno preceduto la scrittura di centotrentacinque testi, e il lavoro è ancora in corso. Un format editoriale ricorrente per una diocesi si è retto su due uscite al mese per più di un anno. Un'identità di scrittura per due marchi e-commerce si è chiusa in un incarico singolo.

Quello che allunga: i giri di approvazione e la quantità di archivio da setacciare. Quello che accorcia: un approvatore solo.

I costi, da cosa si muovono

Quantità di testi. Profondità della ricerca. Numero di canali da tenere. Se il lavoro è una tantum o continuativo. Se dobbiamo anche coordinare altri fornitori.

Su questa pagina non trovi una fascia di prezzo: preferiamo un preventivo che elenca le voci a un numero che sembra preciso e non lo è.

Le domande che ci fanno

Quattro,
sempre le stesse.

Scrivete anche a nome del fondatore?

Sì, ed è una parte rilevante del lavoro. Il ghostwriting funziona se la voce resta riconoscibile a chi conosce quella persona: per arrivarci servono interviste, non un questionario.

Usate l'AI per scrivere?

La usiamo per generare pagine da contenuti che abbiamo scritto noi, e per lavorare su archivi grandi. La storia la trova sempre una persona, e ogni testo passa da una revisione umana prima di uscire. Dove l'abbiamo usata, la scheda del lavoro lo dice.

Possiamo continuare da soli, dopo?

È l'obiettivo. Le regole di scrittura si consegnano scritte, con esempi di cosa è giusto e cosa no. Se dopo sei mesi serviamo ancora per ogni frase, il documento era fatto male.

Come si misura?

Prima di tutto, cambia qualcosa nel materiale: un archivio di storie vere al posto di descrizioni di servizi. Poi si guardano le richieste in ingresso e la loro qualità. Gli indicatori si fissano dopo aver preso una linea di partenza, non prima.

Alla redazione

La tua comunicazione parla solo di te?

Raccontaci cosa fai e a chi non riesci a spiegarlo. Da lì si parte.