L'episodio che chiude la serie si apre con l'etimologia della parola che gli dà il titolo, e con una domanda che il narratore fa a se stesso prima che a chi ascolta: se le storie del Torino siano già scritte da qualche parte.
Poi va ad Amsterdam. Olympisch Stadion pieno tre ore prima, quattromila tifosi granata, una squadra che tre anni prima era in Serie B e che adesso deve vincere per alzare una coppa europea. Il racconto della partita è minuto per minuto: il palo di Casagrande, il palo di Mussi, la traversa di Sordo all'ottantottesimo. Nel mezzo, la sedia che Mondonico solleva sopra la testa per un rigore non dato.
Finisce zero a zero, e l'Ajax vince la coppa. Mai, in una finale europea, una squadra aveva colpito tre legni.
Quello che rende l'episodio diverso da una cronaca sportiva è la seconda metà. Quella stessa sera, mentre si gioca, a Roma si chiede alla Camera l'autorizzazione a procedere contro Gian Mauro Borsano per bancarotta fraudolenta. Nei mesi dopo la squadra viene smontata, Lentini va al Milan con una parte del prezzo pagata in nero, e comincia una caduta che arriverà fino al fallimento del 2005.