collezione archeologica

Un patrimonio archeologico prezioso

Il Pontificio Collegio Leoniano si trova a custodire un patrimonio archeologico prezioso e secolare, frutto dei rinvenimenti avvenuti durante gli sbancamenti per l’erezione dell’ala occidentale dell’edificio.

Al 1889 risale la scoperta casuale di un pozzo votivo all’angolo sud-ovest del complesso, mentre una seconda favissa è nota all’altezza delle cucine; altri pezzi furono rintracciati negli anni ’90 dell’Ottocento e nel 1969 a questi depositi fu associato per ragioni di contiguità topografica un ulteriore ripostiglio scavato a 500 m di distanza sul Colle Marino.

Il culto e la divinità tutelare
I materiali sono associabili ad un’area santuariale con donari risalente almeno ai secoli III-II a.C., che accoglieva un culto pubblico forse dedicato a Cerere.

L’identificazione della divinità tutelare con la dea connessa ai riti della terra, alla fertilità del suolo, alla coltivazione dei campi e ai raccolti è suggerita da alcuni pezzi della collezione, come le statuette in terracotta di buoi e maiali o gli ex-voto anatomici animali (tra cui le zampe di bovini legati alle pratiche delle arature).

Questa ipotesi è evocata anche dal nome della porta occidentale di Anagni, nota come “porta Cerere”, verso cui si dirige la strada che tanto in antico quanto oggi risale dalla valle transitando in località Calzatora, esattamente dove fu eretto il Leoniano.

Economia agricola e legame con Roma
Le spiccate caratteristiche ctonie e agresti del culto intrecciano profonde relazioni con l’economia antica del territorio, la cui produttività era strategica per il rifornimento annonario di Roma.

Da sempre, dai tempi della prima Lex Agraria proposta nel V sec. a.C. fino agli investimenti e agli atti di evergetismo degli imperatori dei secoli II-III d.C., l’Urbe ha riservato un’attenzione particolare alla vocazione agricola di Anagni, definita “dives” (Virg. Aen. l. 7. v. 683), “pinguis” e certamente non a caso “cerealis” (Sil. Ital. l. 8. v. 392 e l. 12 v. 532).

Il progetto di Leone XIII
È decisamente interessante che Leone XIII, prima di erigere presso il Leoniano l’istituto superiore di formazione per i candidati al sacerdozio a servizio delle diocesi del Sud del Lazio, avesse immaginato dieci anni prima di istituirvi una scuola agraria teorico-pratica con annesso orfanotrofio per i figli degli agricoltori.

Questo è segno della particolare capacità del pontefice di leggere la disposizione del luogo a ergersi come punto di riferimento di un comprensorio ancora tanto adatto all’agricoltura e alla zootecnia, salvo poi mutare il progetto iniziale per prioritari obiettivi educativi, culturali e spirituali.

Donazioni e ampliamenti della collezione
A questa serie votiva si aggiunsero nel tempo altri reperti, verosimilmente pervenuti al Collegio da siti diversi e per donazioni successive con finalità antiquariali ed esemplificative di altre classi di materiali, comprese ad esempio le lucerne paleocristiane.