
AliceNova · Reportage · Mostra · Pubblicazione
Come te stesso
Un volto a piena pagina, accanto la storia di qualcun altro. Chi legge se ne accorge solo alla fine.
- Cliente
- AliceNova
- Anno
- 2026
- Lavorazione
- Reportage · Mostra · Pubblicazione
- Stato
- Consegnato
Da dove si partiva
Si partiva da una domanda e dalla voglia di giocare: dieci persone il più diverse possibile fra loro, per età, provenienza, lingua, mestiere, da fotografare e raccontare. Non per dire che le persone non sono numeri, ma per mostrare che sono le storie a renderci davvero uguali.
Cosa ci hanno chiesto
Due laboratori settimanali, di scrittura e di fotografia, con un risultato da mostrare fuori: non un esercizio interno. Il compromesso di qualità è voluto, perché il valore sta nelle persone del posto, trovate, formate e accompagnate fino al risultato.
Cosa abbiamo consegnato
- Laboratorio di scrittura
- Condotto da Lorenzo Latini. Dieci storie, scritte dai partecipanti
- Laboratorio di fotografia
- Condotto da Mirko Zabot. I ritratti dei dieci protagonisti
- Libro
- Trentadue pagine, 21x21, impaginato chiuso
- Mostra
- Quindici pannelli, in programma insieme a un evento pubblico
- Presentazione
- Dodici slide per portare il progetto in Comune
Come abbiamo lavorato
- I due laboratori
- Scrittura e fotografia sono andati avanti in parallelo senza mai incontrarsi.
- L'abbinamento sbagliato
- Ogni volto è finito accanto alla storia di un altro. Nessuna storia racconta la faccia che ha di fianco.
La redazione
- Lorenzo Latini
- Coordinatore del laboratorio di scrittura
- Mirko Zabot
- Coordinatore del laboratorio di fotografia
- Matteo Strada, Donatapaola Sivolella
- Tutoraggio
- Noemi Marziali, Silvana Brizi
- Coordinamento del progetto
Il nodo
L'abbinamento sbagliato funziona solo se le storie sono davvero universali. Se anche una sola si fosse incollata a un volto soltanto, il gioco sarebbe crollato e il progetto avrebbe dimostrato l'esatto contrario di quello che voleva dire. Lo abbiamo saputo solo al momento di accoppiare le storie ai volti.

Ogni racconto reggeva accanto a qualsiasi faccia.
Come si vede







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