la storia della biblioteca
La Biblioteca “Carlo Manzia, SJ” è stata istituita nel 1898: nasceva per desiderio di papa Leone XIII come biblioteca di formazione, universalistica, dislocata in aule storiche monumentali, perché servisse all’educazione teologica, filosofica, letteraria e scientifica dei giovani alunni del Pontificio Collegio Leoniano in cammino verso il sacerdozio. Fu inizialmente riservata ai soli docenti del Collegio, affidato da papa Pecci ai Gesuiti nel 1897 con il motu proprio Ad praeclaras laudes.
Nel biennio 1905-1907 cominciò ad essere ordinata e catalogata e negli anni ’30 era ormai un istituto ben attrezzato, con una buona dotazione documentale e libraria. Aveva una sala di lettura per i professori, collocata di fronte alle Aule I e II, e nel tempo si dotò di una sala lettura anche per gli alunni, che sostituì la bibliotechina al piano secondo costituita solo da duplicati.
Finalmente nel 1965 fu concepita una nuova stanza, aperta contemporaneamente a insegnanti e seminaristi, con opere enciclopediche, di consultazione e riviste in continuo aggiornamento, pensata con la duplice finalità di consentire la condivisione dei documenti e degli spazi tra docenti e
studenti e di incentivare il ritorno dei discenti anche dopo la loro ordinazione, in una prospettiva di lifelong learnig ante litteram. Quest’aula aveva scaffalature metalliche moderne e nel 1972, con l’approvazione della Soprintendenza bibliografica per il Lazio, fu sopraelevata mediante un ballatoio. Queste operazioni furono curate da padre Carlo Manzia SJ, al quale fu intitolata l’intera biblioteca nel 1997, in occasione del centenario della fondazione del Pontificio Collegio Leoniano.
Nello stesso anno centenario tutto il patrimonio consultabile nell’aula terza fu spostato al piano terra, in una nuova sala per le riviste e per la lettura, in locali pertinenti fino a quel momento alla vita dei padri gesuiti, che nel 1984 avevano lasciato la direzione del Collegio. In questo modo, mentre i volumi anteriori al Concilio Vaticano II sono rimasti nelle aule storiche al piano primo, tutte le acquisizioni più recenti risultano facilmente fruibili al livello delle aule scolastiche, nel frattempo assegnate all’Istituto Teologico Leoniano, eretto nel 1995 e aggregato alla Pontificia Facoltà teologica Teresianum di Roma.
il frate falegname
Tra il 1897 e il 1902 le aule storiche della Biblioteca “Carlo Manzia, SJ” sono state allestite con librerie monumentali in pitch-pine, abete, rovere e noce. Il sapiente assemblaggio è opera di fra’ Antonio Sebastiano Sartori, gesuita, nato in Trentino nel 1869.
Orfano di padre, si trasferì con la famiglia prima in Svizzera e poi, a vent’anni, in Brasile, dove lavorò nelle piantagioni di caffè, industriandosi anche in qualche lavoro di falegnameria. Conobbe i Gesuiti a Nova Friburgo, vicino Rio de Janeiro, e nel 1891 cominciò il suo noviziato in Italia, a Castel Gandolfo. Dopo due anni dalla professione dei voti, arrivò ad Anagni e per sette anni lavorò nella falegnameria del Pontificio Collegio Leoniano per arredare tutti gli ambienti del nuovissimo istituto, inaugurato nel 1897: le camerette degli alunni, le sale comuni, la cappella, e ovviamente la Biblioteca contenevano le opere della sua speciale abilità.
Dopo il periodo anagnino fu mandato a Pontecorvo, a Firenze, a Roma, e nel 1904 tornò finalmente in Brasile, dove lavorò in tre cantieri importanti: il Collegio Anchieta a Nova Friburgo, il Santuario del Sacro Cuore a Santos e il Collegio e la Chiesa di Sant’Ignazio a Rio de Janeiro , nella cui cripta fu traslato dopo la morte avvenuta nel 1934.
Un costruttore inarrestabile, continuamente in contatto con capimastri e operai, inalterabile, capace di grande pietà, un religioso esemplare e un grande lettore: frate Giovanni Battista Selvaggi Sch. sJ. del Collegio Anchieta lo ricorda nel 1935 per le sue letture a tavola “ che sempre faceva nonostante la stanchezza del lavoro quotidiano” e lo rammenta in punto di morte “placidamente seduto; nelle mani, l’ «Introduzione alla vita devota» di S. Francesco di Sales.