le donazioni

Oltre al fondo di Leone XIII, il patrimonio della Biblioteca “Carlo Manzia, SJ” si è arricchito di altre donazioni, a cominciare dalla biblioteca del fratello di papa Pecci, il cardinale Giuseppe: alla sua morte, avvenuta nel 1890, Leone XIII ne dispose il trasferimento al Leoniano; tra i suoi libri Unser Heiliger Vater Papst Leo XIII in Seinem Leben und Wirken, scritto da Benno Kühne nel 1880.

Un’ulteriore donazione pervenne dal cardinale Gaetano Bisleti (1856-1937), a lungo collaboratore di Leone XIII e poi alla Prefettura della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Univesità sotto il pontificato di Benedetto XV, affezionato al Leoniano che aveva visto nascere e progredire.

Ci sono inoltre gli ex libris della famiglia Capo, in particolare dell’architetto Oreste e di suo fratello Onorato, che si prodigarono per le ricerche archeologiche nell’area del Leoniano e in molte altre munifiche attività, come il rinnovamento dell’altra biblioteca ecclesiastica di Anagni, quella cioè del seminario vescovile.

Raffaele Ambrosi de Magistris (1831-1900), storico della nobiltà anagnina, offrì dei libri come altre famiglie nobili della città, e tra il 1926 e il 1938 anche il cav. Leonardo Selvaggi, segretario del Comune di Anagni, donò i dizionari e i volumi di studi filosofici e letterari appartenuti alla sua famiglia.

Tra i successori di Leone XIII, papa Pio XI rifornì periodicamente la biblioteca di pubblicazioni, mentre nel 1952 Pio XII donò una copia dei suoi Discorsi e Radiomessaggi.

cardinale giuseppe pecci

cardinale
gaetano bisleti

raffaele ambrosi de magistris