collezioni e laboratori

Scoprire le collezioni e i laboratori del Pontificio Collegio Leoniano è un’esperienza di grandissimo interesse e di fascino autentico, per la sensazione da wunderkammer che, pure separati e dislocati variamente tra corridoi e stanze, riescono ancora oggi a provocare.

LE DUE VISIONI FONDANTI

Le rilevanti raccolte di materiali e gli ambienti per la sperimentazione e la didattica applicata sono stati il frutto di almeno due visioni che hanno sostenuto e guidato storicamente la funzione del Collegio:
  • la prima, quella onnicomprensiva di papa Leone XIII;

  • la seconda, quella intrinseca alla Ratio Studiorum dei Gesuiti.

PAPA LEONE XIII E IL VALORE DELLO STUDIO

Per papa Pecci i seminaristi dovevano impegnarsi in uno studio serio e approfondito, giovandosi della “varietà e l’abbondanza delle dottrine” e non disprezzando “alcuna arte dell’umanità” (Etsi paternam, 1897) e neppure il progresso e gli esiti delle scienze moderne.

Lo stesso Gioacchino Pecci, quindicenne, si era cimentato nel triennio di filosofia al Collegio Romano anche nelle scienze matematiche, fisiche e naturali, e nel 1828 ricevette il proxime accessit in fisica e matematica e il primo premio in fisica e chimica.

La passione per gli studi era innervata da una naturale inclinazione per l’osservazione della realtà e da un interesse personale per la raccolta di materiali minerali e animali, come testimoniano ancora le collezioni custodite al Palazzo Pecci di Carpineto Romano.

Nel corso della sua vita incontrò diversi luminari e, tra questi, ai tempi del cardinalato, fu suo segretario Mons. Giulio Cicioni (1844-1923), personalità scientifica di rilievo nazionale, che a Perugia istituì il Museo di Scienze Naturali, ora ospitato nella Galleria di storia naturale dell’Università degli Studi di Perugia.

Di fronte alla varietà e alla ricchezza delle collezioni del Pontificio Collegio anagnino si scopre l’affinità della poliedrica educazione qui impartita con lo spirito colto del suo fondatore.

IL CONTRIBUTO DEI GESUITI

Alla direzione dei Gesuiti si deve certamente l’allestimento pratico dei gabinetti e dei laboratori del Leoniano e forse anche la composizione delle collezioni naturalistiche, archeologiche e numismatiche, attraverso le quali gli studenti potevano toccare e sperimentare quello che leggevano.

Nel 1910, al Collegio anagnino, “dato il posto d’onore alle scienze filosofiche e teologiche, vengono studiate secondo la loro rispettiva importanza, la fisica – la storia ecclesiastica – il diritto canonico – l’esegesi scritturale – l’ebraico – la pastorale – la s. eloquenza e l’archeologia”.

Il riformato piano di studi gesuita, che dal secondo quarto dell’Ottocento accordava più tempo alle materie STEM, prevedeva lezioni in aula e insegnamenti in laboratori attrezzati tra macchine, principi chimici e animali impagliati.

collezione di archeologia

collezione numismatica

collezione di mineralogia

collezione naturalistica e tassidermia

antico
laboratorio
di chimica

MUSEO
di fisica